La frutta secca sulla tavola di Natale

INGREDIENTI

Noci Lara sgusciate 140 g
Mandorle 25 g
Zucchero 150 g
Uova 3
Cacao in polvere 30 g
Burro
Poca farina (per la teglia imburrata)

  • Noci Lara
    sgusciate

    250gr - 500gr

    6,9012,90

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PROCEDIMENTO

Montate a neve le chiare d’uovo e tenetele da parte.
Sbollentate e spellate le mandorle, asciugatele in forno; tritatele finissime insieme alle noci Lara. Unite, poco alla volta, lo zucchero.
Versate il composto in una terrina, unitevi il cacao in polvere, mescolate, aggiungete i rossi d’uovo e per ultimo le chiare montate a neve. Versate in una teglia imburrata e infarinata.
Cuocete in forno a 180° per almeno 25 minuti.

Quando si pensa al pranzo di Natale si immaginano tavole opulente, centrotavola fastosi,
il “servizio buono” di porcellana ma soprattutto tante, tante portate. Gli antipasti infiniti,
i primi della tradizione (in Romagna i cappelletti, per Natale rigorosamente in brodo),
le carni, le verdure sott’olio, i dolci e per finire, un po’ di frutta secca. Ma perché si mangia la frutta secca a Natale? Ci sono due ipotesi, una che affonda le radici all’epoca dei romani e una più vicina ai giorni nostri e sono di carattere diametralmente opposto.

IPOTESI RICCHEZZA

All’epoca dei romani la frutta essiccata, specialmente quella proveniente da paesi esotici, era considerata il modo più raffinato per concludere un sontuoso banchetto. I romani pensavano inoltre che fosse di buon auspicio, simbolo di ricchezza e prosperità, per cui
in occasione dei matrimoni era usanza spargere dei gherigli di noce sul pavimento della casa del futuro sposo.

IPOTESI POVERTÀ

Nel mondo contadino, fino alla fine del secondo dopoguerra, le condizioni di vita delle famiglie non si potevano definire agiate. Per Natale quindi non era possibile scambiarsi grandi regali, ma la frutta essiccata era un bene tutto sommato alla portata di tutti, e un dono sempre gradito.

IPOTESI PIÙ SEMPLICE

La frutta essiccata si mantiene e si conserva per molto tempo ed è naturale prepararla nei mesi estivi e consumarla nei mesi invernali, quando la frutta fresca scarseggia.

IN TAVOLA

La frutta secca non compare solo come ultima portata dei pasti natalizi di tutta Italia,
ma spesso e volentieri è utilizzata nelle ricette: è ingrediente principale di molti dolci della tradizione, dal panforte al panpepato fino al torrone. Può essere protagonista anche di piatti più moderni e innovativi, come l’arrosto alle nocciole, i ravioli vegetariani ripieni di borlotti
e noci, la carbonara speck e noci. Rimanendo su gusti più consueti, vi proponiamo una vecchia ricetta della nonna per una profumatissima torta alle noci Lara.